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L’inizio

Ho vissuto per oltre due decenni nelle comunità di Damanhur, in Valchiusella.

Ho lasciato Damanhur sei anni fa, dopo aver passato la maggior parte della mia vita in quel luogo. In questi ultimi anni ho reinventato la mia vita, il mio lavoro, le mie relazioni sociali.  Alcuni dei vecchi amici – che hanno lasciato Damanhur nel mio stesso periodo – sono rimasti, tutti gli altri sono evaporati nel nulla.

Chi lascia Damanhur, per tutti gli altri che restano, diventa persona non gradita, diventa ‘nemico’, a meno che resti nella cerchia che ruota intorno alla comunità e contribuisce ad arricchirla con lasciti in denaro, case, consumi vari presso le attività di Damanhur; oppure che svolga attività di diffusione e public relation parlando bene della comunità.

Chi lascia Damanhur in maniera critica o cercando di far valere i propri diritti in materia di donazioni, lavoro, recupero  crediti o violenza psicologica subita viene duramente attaccato dai dirigenti della comunità e dal loro ufficio legale, screditato attraverso i  loro siti internet, isolato rispetto alle persone con cui ha condiviso anni della propria vita.

Damanhur si difende auto definendosi vittima delle istituzioni, dichiarando che chi lascia la comunità è perchè è un fallito, sciorinando l’elenco delle buone pratiche che svolge e che dovrebbero essere garanzia di un ambiente sano e votato al bene, elencando citazioni e dichiarazioni positive di personaggi pubblici che nel tempo ne hanno parlato.

Modello sociale, società eco-compatibile, comunità spirituale, eco-villaggio, luogo artistico?

Non è tutto oro quello che luccica!

Infatti Damahur da molti viene considerata una setta pericolosa (vedi citazioni a parte), su numerosi siti, blog e forum in rete (vedi elenco nella sezione link)  vi sono racconti di fuoriusciti che la descrivono in modo tutt’altro che rassicurante, vi sono in atto numerosi procedimenti giudiziari (vedi sezione apposita) nei confronti di Damanhur, del suo fondatore – Oberto Airaudi – e di alcuni degli esponenti più importanti della comunità.

Così questo blog vuole fornire due elementi fondamentali: storie vere di chi ha vissuto in questo luogo e documentazione a riguardo, in modo che chi legge abbia modo di farsi la propria opinione in merito, al di là delle immagini patinate, dei siti istituzionali e delle versioni confezionate per la stampa e per il mondo che Damanhur propina.

Vuole anche dar voce a tutte le persone che, per riserbo, per timore di essere fraintesi o – peggio – etichettati come creduloni, non hanno modo di raccontare, di parlare. A tutti coloro che usciti da Damanhur o da altri gruppi e culti non hanno avuto giustizia e vogliono raccontare la loro storia.

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